venerdì, 4 Aprile 2025
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OMELIA SABATO SANTO – ANNO 2022


Leggendo il profeta Isaia e il commento alle parabole del card. Martini in occasione di questa santa notte, facevo questa riflessione.
Cristo è risorto ed offre all’uomo il dono della misericordia che è amore e anche giudizio, perché la vita offre a noi la libertà di seguire o meno la luce della Resurrezione.
Noi, in chi poniamo la nostra libertà del cammino nella fede?
In Dio o nell’uomo?
Se la poniamo nell’uomo, il profeta Isaia ci suggerisce questo:”E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso”.(Isaia 14, 15)
Quando un uomo ha l’occasione di vivere la carità, è necessario che comprenda, innanzitutto, la solitudine che incontrerà.
Il vescovo diceva a Don Zeno:”Sai cos’è la sofferenza? Un giorno lo capirai” e quando don Zeno si ritrovò solo nel momento cruciale, capì il consiglio del suo vescovo.
La Resurrezione è il dono in cui ci mettiamo in gioco con tutto noi stessi.
Nel racconto delle parabole, Gesù conclude sempre con una scelta che tu devi fare.
La vocazione non si rimanda ad altri.
Bisogna riconoscere di essere poveri, di avere un bisogno.
Cristo chiama il “povero” e invita colui che lo cerca.
Noi, cosa cerchiamo per far sì che la nostra vita abbia un senso?
Avere quella luce che illumini la strada.
Cristo è risorto ed apre quella porta che non si chiude.
Mi colpiva un passaggio del film “State buoni se potete” il primo film su San Filippo Neri. Il protagonista diceva:”Ho una chiesa senza porta, perchè tutti possano entrare ed una volta entrati, uno si lascia afferrare da Cristo, quella porta è come se fosse chiusa”.
Vivi la libertà di appartenere a Lui!
Noi abbiamo bisogno di questa appartenenza eterna.
Senza la Resurrezione, l’oggi sarebbe un nulla.
Come troviamo scritto in Isaia:”Guardatevi dunque dall’uomo nelle cui narici non v’è che un soffio, perché in quale conto ti può tenere?”
(Isaia 2,22)
La vita materiale è solo un soffio.
Dobbiamo vivere la libertà di essere il soffio sul fuoco che lo alimenta, come lo si fa con la legna nel camino.Possiamo anche essere il soffio che spegne la luce della fede, come lo si fa quando si spegne una candela.
Questa luce che ci è stata consegnata è il simbolo della nostra vocazione battesimale, di essere Chiesa, sposa di Cristo.
Chi sono i santi?
Coloro che alimentano la nostra fede.
Anni fa vedevo una pubblicità testimonial dell’A.I.D.O. in cui si riportava un fiammifero che stava per spegnersi. Nel momento finale, si avvicinava un altro fiammifero e si riaccendeva la luce.
Ecco chi è il santo.
Chi lascia la stessa vita ed offre a noi la sua luce-testimonianza per essere anche noi luce per gli altri.