Mi pongo in ascolto col cuore per vivere la festa della Madonna Addolorata, una festa che ci riporta anche al 12 giugno scorso quando abbiamo festeggiato il cuore immacolato di Maria.
Innanzitutto, mi pongo in ascolto della Madonna.
Non mi metto nella posizione di dare a Lei i miei dolori, le mie sofferenze o il desiderio di gridare il perché di tanto dolore.
Mi pongo in ascolto della sua voce che mi chiama, di quella voce e non voce di Maria che il giorno della passione del Figlio, si pose in ascolto nello sguardo verso il Figlio.
Nel vivere questo ascolto, riporto al cuore quel pensiero che in varie occasioni abbiamo ripreso, quando Gesù incontra la vedova di Nain e chiede a lei, ad una madre che vive il momento più drammatico che nessuna madre dovrebbe mai vivere, di “Aver fede”.
Quella donna, quella disperazione che è lì di fronte al figlio unico e che vive un dolore comune che va oltre al numero, sta in ascolto di quell’uomo di cui, forse, avrà solo sentito parlare.
Eppure è lì ad ascoltare quel messaggio che non porta subito alla soluzione.Si pone nella fede di lasciarsi abbracciare da Gesù. Il miracolo della resurrezione del figlio avverrà dopo.
E’ così che io vorrei vivere la fede.
La Madonna è l’ideale della fede di ogni cristiano.
Oggi, in un certo senso, dedichiamo un momento di riflessione per voi madri che, in particolare, vivete il dramma di essere tali perché offrire la vita significa camminare con essa, diventarne parte per tutta la vita. Vi riporto il passo di un testo di una canzone di Fabrizio De Andrè
“Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come Te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore,
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre,
nella stagione che stagioni non sente.
Eleviamo a Dio la preghiera della maternità che non ha fine.
Quella dolcezza si fa compagnia in noi ogni volta che eleviamo lo sguardo verso di Lei.
Diveniamo compagnia della sua fede, una compagnia di fede e di compassione vera come le altre Marie che stanno con Lei sotto la croce!
Il card. Martini,riguardo alla passione di Gesù, diceva :
”La morte di Gesù non è avvenuta come vediamo nelle immaginette che riportano uomini che pregano o altro, ma è avvenuta nel ridicolo e cinico”. Una folla era lì.Guardava Colui che hanno crocifisso come una curiosità nuova del giorno, come un qualcosa che facesse parte della propria vita nell’ordinario del tempo.In TV, capita di vedere tanti incidenti o giovani e bambini profughi, figli di madri che hanno lasciato questo mondo, come se tutto fosse un numero in più.
Ma Lei era lì. “Stabat mater”.Stava lì.
Tra i canti che ci fanno innamorare di lei e del suo dolore, rileggiamo il passo più bello offerto da questo mondo alla madonna Addolorata, scritto da Jacopone de Todi.
“Vide il suo dolce Figlio
che moriva, abbandonato da tutti,
mentre esalava lo spirito.
Oh, Madre, fonte d’amore,
fammi provare lo stesso dolore
perché possa piangere con te.
Fa’ che il mio cuore arda
nell’amare Cristo Dio
per fare cosa a lui gradita.
Il mio cuore piange con Te ogni volta che viviamo il dramma di un figlio che lascia questo mondo.Tu ci hai educato a vivere la nostra compassione con la maternità di ogni donna.
Nessuno potrà mai vivere appieno il dolore di una madre per la perdita del figlio, ma possiamo offrire ciò che siamo, uomini che si lasciano guidare per mano da Te.
