giovedì, 3 Aprile 2025
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Omelia Domenica 6 aprile 2025 (V Domenica di Quaresima Anno C)


Celebriamo questa ultima domenica di quaresima, con la celebrazione della Cresima dei ragazzi della nostra comunità.
Un momento liturgico particolare, perché spero sia vissuto come tale, cioè, un momento in cui riconosciamo che il sacramento è un atto d’amore di Dio che viene incontro a noi , alla nostra miseria e ci offre la Grazia del vivere la fede.
Pensiamo al vangelo di oggi, come sintetizzava Sant’Agostino: ”La miseria che incontra la misericordia”.
Questa donna è giudicata da una folla. Si nota una certa crudeltà, come se fosse un piacere uccidere: ” Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa”.
Nessuno però dice: “Vediamo cosa ha da dire e soprattutto dov’è l’adultero?”
Soffermiamoci su due passaggi importanti
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
Gesù ti fa riflettere su te stesso.
Prendi coscienza innanzitutto di te stesso che facilmente condanni fuori di te, ma in te stesso, cosa decidi?
Come insegnava san Francesco di Sales: “E’ cosa naturale cercar di nascondere i propri difetti: ma, se è così, perché godere allora che siano manifestati i difetti altrui?”.
Gesù vive un momento particolare perché non può giustificare la donna adultera . Non è che c’è il dubbio, (come nel caso di Susanna nel libro di Daniele), non può dire che la legge non deve essere osservata.
Se si legge con attenzione, non è la donna che viene accusata, ma si vuole accusare Gesù:” Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo”.
Il vangelo ci insegna che noi dovremmo comportarci come Gesù di fronte al peccatore.
Ricordiamo domenica scorsa la parabola del Padre misericordioso?
Il Padre accoglie il figlio o lo riveste della sua dignità, non lo giudica.
E poi il secondo passaggio. E’ importante che non vada “tagliato” in quanto Gesù ci offre un insegnamento importante ed è quello di non giustificare il peccato, come insegnava sempre sant’Agostino :“Amate gli erranti, uccidendo gli errori.”
Infatti il vangelo così riporta:” «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
La donna peccatrice (che è bene dire non è la Maddalena come spesso viene riportato nei film) riceve il perdono senza il pentimento.
Solo chi si sente amato, poi vive il cammino della fede.
Pensiamo a Matteo. Gesù gli dice “seguimi” non gli dice “pentiti di essere un pubblicano e poi diventa mio discepolo”.
Come ai ragazzi della cresima si offre il dono del sacramento, senza prima giudicare, del tipo “facciamo un esame e poi valutiamo”.