giovedì, 3 Aprile 2025
Home / Catechesi / ”Il cammino della Pasqua” (Fontana del villaggio Pasqua 2025)

”Il cammino della Pasqua” (Fontana del villaggio Pasqua 2025)

Ognuno di noi è legato ad un momento liturgico dell’anno.
Quando parlo di liturgia, intendo la parola stessa che è la celebrazione eucaristica di una festa o di un sacramento.
Nella Settimana Santa, le celebrazioni liturgiche del triduo ( purtroppo le meno partecipate) sono, invece, il centro di tutto l’anno liturgico, come riportiamo in tutte le chiese il giorno dell’Epifania nel dare l’annunzio della Pasqua: ” Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 20 aprile.”
In questi tre giorni, siamo invitati a vivere e a condividere almeno col cuore, la passione di Gesù e il suo cammino fino alla Pasqua.
Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero. Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere, leggere… È di più, è molto di più! “Entrare nel mistero” significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e di sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla”.(Papa Francesco)
Un cammino che inizia con il sacramento della penitenza, la confessione.
Questa ricerca del bisogno della Sua misericordia, questa umiltà del viver il Suo amore.
Come abbiamo mediato nella quaresima la parabola del Padre misericordioso: ”Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato a vita; era perduto ed è stato ritrovato’”.(Luca 15,32)
Un abbraccio del Padre che viviamo in particolare nel dono dell’eucarestia, il Giovedì Santo.
Entrando poi nella passione di Gesù (venerdì santo) e riconoscere e ricordare (riportare al cuore) come un amore divino ci trasforma, perché ci redime da dentro, non è una parola vuota ma è un amore che ci percuote, se avessimo la sensibilità di vivere con l’uomo (Cristo) la Sua passione.
Concluderemo la notte di Pasqua (Sabato santo) come la definiva Sant’Agostino: ”E noi con quanta maggiore prontezza dobbiamo esser desti in questa veglia che è come la madre di tutte le sante veglie e nella quale tutto il mondo veglia”.
Dai tanti segni liturgici, dalla benedizione del fuoco (e poi cero pasquale) la benedizione dell’acqua (Battesimo) le letture che riportano il sacrificio di Isacco e il passaggio del Mar Rosso.
E vivere così la “Gloria” della Pasqua.
La Pasqua è la festa più importante della nostra fede, perché è la festa della nostra salvezza, la festa dell’amore di Dio per noi che celebra un grande unico mistero: la morte e la risurrezione del Signore Gesù.” (Papa Francesco)

Sac. Celia Roberto